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La felicità è fare ciò che ci piace

Scritto il 25 giugno 2019 - 0 Commenti

Evviva! Il mio terzo libro è concluso! E anche se non posso svelarne né i contenuti né il titolo – non certo per scortesia o perché non voglia condividere con voi i miei pensieri ma semplicemente perché immagino che il mio editore non gradirebbe lo spoiler – posso però dire che sarà nuovamente dedicato alle donne. Già in precedenza il mio lavoro intitolato “Quando il manager è donna” (Hoepli Ed.) evidentemente lo era, ma questa volta vi anticipo che non tratterò tematiche professionali bensì una dimensione più ampia dell’universo femminile e per di più in chiave amorevolmente ironica. Spero quindi vi divertirete a leggerlo! Ma cosa ha a che fare con questo articolo, vi chiederete? Se è vero che la felicità è fare ciò che ci piace, evidentemente la connessione è perfetta perché scrivere (talvolta anche quando mi arrovello sulla scelta di una parola…) mi dà un sacco di soddisfazioni, soprattutto quando arrivo alla punteggiatura di fine capitolo contenta di ciò che ho prodotto, pronta quindi a lanciarmi nell’argomento successivo. Eh sì, ognuno ha indubbiamente le proprie personalissime passioni…

E le vostre quali sono? Quante cose fate nella vostra vita che vi piacciono realmente e che vi rendono felici nel momento stesso in cui le state facendo? Contate fino a tre e provate a rispondere. Benissimo se avete detto “Uh, non sai quante!”; benino se avete invece risposto “qualcuna, incastrata tra le altre”; maluccio se la vostra risposta è “e chi se lo ricorda?” oppure “cosa?”. So bene quanto siano fitte di impegni le giornate di noi donne, soprattutto se lavoriamo e abbiamo famiglia, la nostra vita è zeppa di compiti e responsabilità, aspetti che, come se non bastasse, sono più frequentemente guidati dal senso del dovere che del piacere. Così, alla fine, quanto spazio ci rimane per fare le cose che ci appassionano davvero?

La felicità, come ripeto spesso, dipende da noi. La casualità della vita, la fortuna, il destino, chiamatelo come volete, a volte magari aiuta, ma per il resto tocca a noi: per crearci le occasioni, per afferrare al volo un’opportunità e per ritagliarci del tempo da utilizzare per ciò che amiamo di più fare. E non ci sono criteri da rispettare quando parliamo di “cose che ci piace fare”: a meno che non si tratti ovviamente di danneggiare qualcun altro, non ci sono “giudizi” o “regole” da tenere presenti. Vi piace fare delle cose che ai più possono apparire sciocche o senza senso? Come saltare alla corda, cantare mentre guidate, sfogliare riviste senza leggerle, comprarvi un costume nuovo che non è indispensabile ma che vi piace tanto? Fatele. L’importante è che vi appassionino, vi diano soddisfazione, vi servano come ancoraggio energetico positivo. Perché concederci delle soddisfazioni è fondamentale e anche molto utile per sostenerci nelle attività e nelle situazioni avverse della vita: è come essere pronte alla nuova ondata di influenza essendoci rifornite di tanta vitamina C. Possiamo affrontare meglio tutto e tutti se forti della nostra soddisfazione personale.

Se poi le attività che vi appassionano, e perciò vi rendono felici, portano dei vantaggi anche agli altri, come spero facciano i miei libri e miei articoli, meglio ancora: ma ricordate, partite sempre da voi stesse. Felici voi, felici gli altri? Felicità al quadrato!

 

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