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Sanremo e le sue donne: dal coraggio di Paola Turci alla grinta di Loredana Bertè

Scritto il 19 febbraio 2019 - 0 Commenti

Lo vedi o non lo vedi, il Festival di Sanremo non lo puoi ignorare: se ne parla prima, durante e soprattutto dopo, tra commenti, polemiche, critiche e difese. Non stupitevi quindi se anch’io ho qualcosa da dire a riguardo, naturalmente dalla mia ottica. Pertanto non entrerò nella bagarre che ha coinvolto il vincitore Mahmood e il non vincitore Ultimo arrivato secondo, piuttosto vorrei indirizzare l’attenzione sulle donne del Festival di quest’anno, in particolare su alcune artiste che, seguendo la tendenza degli ultimi anni e delle ultime edizioni, hanno portato un messaggio positivo proprio in quanto donne.

Paola Turci ad esempio, che già due anni fa aveva lanciato un bel messaggio alle donne con “Fatti bella per te” in cui ci invitava a prenderci cura di noi stesse, ad amarci e ad apprezzarci per ciò che siamo anche con gli anni che passano, e magari con una cicatrice sul viso con la quale è finalmente riuscita a fare pace, è tornata quest’anno sul palco dell’Ariston con “L’ultimo ostacolo”, una canzone dedicata a suo padre, il suo supereroe di bambina, con la quale però ci ricorda che la vita, soprattutto quella di noi donne, è piena di ostacoli e ce ne dobbiamo fare una ragione, e che davanti ad ogni nuova difficoltà che può apparirci insormontabile, potremmo anche pensare che “magari non è l’ultimo ostacolo”, ma anche che “piove però siamo fuori pericolo, riusciremo a respirare nel diluvio universale”, insomma, ce la faremo.  Sempre forte e coraggiosa.

E pure Anna Tatangelo che in diverse interviste pre-festival ha dichiarato di voler fare un po’ più di testa sua sentendosi oggi una donna più consapevole e preparata, per quanto abbia portato una classica canzone d’amore intitolata “Le nostre anime di notte”, ha secondo me qualcosa da dire, ad esempio, come recita un verso del brano, che “allontanarsi non è mai la fine se si ha il coraggio di ricominciare”. Ottimo messaggio.

Plaudo inoltre all’audacia di Patty Pravo che, nonostante il tempo passi anche per lei, non si arrende e anzi, si avvale di un giovane, Matteo Briga, nel quale ha detto di riporre tutta la sua fiducia e stima, per “sostenersi” in una prova così difficile e intensa come quella del Festival, cantando insieme a lui una canzone dal titolo “Un po’ come la vita”. Saggia.

E della sempre ruggente Loredana Bertè che cosa dire? Più che coraggio il suo è un vero e proprio ardire: la grinta e la forza che ha speso in quello che ha definito “il mio ultimo Sanremo” sono a dir poco ammirevoli e con la canzone “Cosa vuoi da me”, così come con l’album intitolato “LiBertè”, torna a ribadire la libertà della donna – e quindi la sua – di essere come vuole, di fare ciò che vuole e di non annientarsi per nessuno, il che non vuol certo dire non amare. Strepitosa.

E infine, giusto dulcis in fondo, parliamo di Arisa che con la sua “Mi sento bene”, ha lanciato in musica il suo “manifesto di ciò che possiamo fare per stare bene con noi stessi”, dichiarando a TV Sorrisi e Canzoni che “tutti noi cambiamo con il tempo, la differenza la fa il coraggio di ammettere con noi stressi che abbiamo l’esigenza di cambiare”. Così ecco che “leggo un giornale, mi sdraio al mare e prendo la vita come viene” recita un verso della sua canzone che ribadisce l’inesistenza di alcun rimpianto, che sia per amori perduti, giuramenti non mantenuti nei suoi confronti, sogni nei cassetti rimasti tali, a vantaggio di un “sentirmi libera da me come i bambini, lasciarsi andare e non avere paura di invecchiare, ridere non è difficile se cogli il buono di ogni giorno ed ami sempre fino in fondo”. Leggera? Può darsi, ma efficace. E poi il coraggio di salire sul palco e cantare nella serata finale con 39 di febbre dove lo mettiamo? Fantastica.

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