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Scalare una montagna è come affrontare la vita ed è un’ottima attività di Team Building

Scritto il 7 aprile 2016 - 0 Commenti

A volte si incontrano ostacoli nella vita che è molto difficile superare, eppure dobbiamo andare avanti e proseguire per raggiungere i nostri obiettivi, quelli quotidiani e quelli importanti che di volta in volta consideriamo definitivi. Di solito è meglio non guardarsi troppo indietro che potrebbero venirci le vertigini, magari insieme a qualche rimpianto o riflessione tipo “se tornassi indietro…”. Per fortuna però nella vita si incontrano spesso anche persone su cui contare, il cui sostegno è per noi importante se non fondamentale, persone cui in casi estremi o in momenti particolari affidiamo persino la nostra stessa vita. Non è così? E adesso pensateci un momento prima di rispondere: vivere non è esattamente come scalare una montagna?

Per averne conferma avremmo chiesto volentieri ad un’esperta, non della vita ma proprio della montagna, ma non ce n’è stato bisogno perché in qualche modo ci ha preceduto scrivendoci su un libro intitolato Scalare la vita come se fosse una montagna (Ed. Sonda) e se lo dice lei non possiamo non crederci visto che proprio alla montagna ha dedicato tutta la sua vita, convinta che l’avrebbe aiutata a crescere interiormente e ad allargare le sue conoscenze: si chiama Araceli Segarra, è un’alpinista conosciuta in tutto il mondo con tanti salvataggi ad alta quota nel curriculum, ed è stata la prima donna spagnola a raggiungere la vetta dell’Everest quando aveva solo 26 anni. Ed è proprio da quell’impresa che parte per raccontare come davvero scalare una montagna possa insegnare a vivere, a superare gli ostacoli che si frappongono tra noi e la cima, il cui raggiungimento rappresenta la realizzazione dei nostri sogni. E poi una volta in vetta, lì, dall’alto della montagna, si guarda giù, al mondo, e anche a noi stessi in modo diverso.

Una scalata è dunque davvero una metafora della vita, personale e professionale. Continuare a salire senza guardarsi troppo indietro è come accettare una sfida, nel privato e nel lavoro, cercare di raggiungere un obiettivo, intraprendere un progetto, puntare a una meta che possa cambiare il nostro punto di vista e la nostra considerazione di noi stessi, che sia un nuovo incarico professionale o una nuova responsabilità familiare. Meglio se tutto ciò si può fare con il sostegno degli altri, come in una cordata, legati uno ad uno da robuste corde di fiducia, e, perché no, una guida davanti a tutti che ci incoraggi e ci dia una strattonata quando il coraggio e la tenacia fanno un po’ cilecca e ci sentiamo così stanchi da voler rinunciare.

Ed ecco perché scalare una montagna è senza alcun dubbio l’attività ideale per infonderci sicurezza, aumentare la nostra autostima, imparare a superare quelli che fino a quel momento abbiamo considerato i nostri limiti, a prendere decisioni, a programmare il cammino, a vedere chiaro qual è la nostra vetta e quindi il nostro obiettivo e il nostro desiderio, ad imparare dai nostri stessi errori e anche ad affidarci agli altri, comunicare con loro, accoglierli con fiducia nella nostra vita. Ed ecco perché scalare una montagna è tra le attività outdoor più efficaci per la formazione esperienziale e nel team building, purché naturalmente in perfetta sicurezza e con la guida di esperti.

 

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