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Il mancato raggiungimento di un obiettivo può dipendere dall’obiettivo stesso: senza ali non si vola

Scritto da Intracoaching, il 17 luglio 2017 - 0 Commenti

Avrete letto spesso nei nostri articoli, o avrete magari sentito in esortazioni motivazionali di amici o professionisti, che raggiungere o meno l’obiettivo che ci siamo prefissati, migliorare e perfezionare le nostre performance dipende soltanto da noi e dalla nostra volontà, e che se vogliamo davvero qualcosa, nulla può impedirci di ottenerla. Puntare con determinazione, impegno e costanza ad una meta ci avvicina di gran lunga al traguardo; partire, cioè, per un viaggio o percorso convinti e decisi che nulla ci fermerà e che riusciremo a conquistare quella determinata situazione o quella certa capacità, equivale ad aver già vinto per metà. Come del resto si diceva un tempo, chi ben comincia è a metà dell’opera. La motivazione che ci spinge ad agire in direzione di un obiettivo, come abbiamo avuto già modo di dire, è dunque fondamentale. E con questa, ovviamente, la fiducia in noi stessi, nelle nostre capacità e risorse, nel nostro saper fare.

Eppure a volte non ce la facciamo e la cosa ci demoralizza, ci scoraggia persino a riprovare con una diversa strategia, ci colpisce a tal punto che l’autostima crolla e improvvisamente ci sentiamo incapaci di qualunque cosa. Una debacle che da quel determinato percorso si allarga a placare ogni nostro entusiasmo e ad annullare ogni programma verso un miglioramento della nostra vita. Perché mai ricominciare da capo? Se non ci siamo riusciti una volta, cosa ci fa pensare che potremmo farlo con un secondo tentativo? E se non siamo stati in grado di raggiungere quell’obiettivo, perché dovremmo essere sicuri che potremmo comunque conquistarne un altro? Questa sensazione e il non riuscire a ripartire dopo una prova non riuscita si chiama fallimento, mentre dovremmo essere capaci a far tesoro di quell’esperienza al fine di migliorare, rialzarci e ripartire.

Ma alla luce di tutto questo, verrebbe allora da chiedersi: dunque non è affatto vero che possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo se lo desideriamo davvero e se ci impegniamo con tutti noi stessi mettendo in campo tutte le nostre forze? In un certo senso è così. Spesso alla base di un obiettivo mancato c’è infatti un’errata valutazione dell’obiettivo stesso. Sarebbe meraviglioso decidere di volare sbattendo semplicemente le nostre braccia come gli uccelli fanno con le loro ali, ma pensiamo davvero di riuscirci impegnandoci al massimo?

A volte dunque la causa del fallimento sta a monte. Come vi abbiamo già illustrato in un nostro articolo dedicato agli obiettivi di qualche tempo fa, quando si punta a un risultato vanno infatti effettuate alcune necessarie considerazioni che lo rendano misurabile e verificabile e che, soprattutto, ne assicurino la raggiungibilità, la fattibilità e la realizzabilità in base alle nostre disponibilità e alle nostre risorse, in una parola molto semplice e chiara, in base alla nostra natura. Il modo migliore e più efficace di non imbattersi in un fallimento è dunque continuare a puntare in alto e a un nostro continuo cambiamento e miglioramento ma senza ignorare la realtà, con concretezza e con la profonda conoscenza e consapevolezza di noi stessi, delle nostre capacità e dei nostri limiti. Il fallimento può dunque dipendere da un obiettivo sbagliato, ovvero mal valutato. Piacerebbe a tutti volare sbattendo le braccia, ma non siamo uccelli, e dobbiamo accettarlo.

 

 

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